«L’unica cosa che avete pulito, signor Commissario, sono i portafogli dei nostri operai, agricoltori, pescatori e cittadini europei». Roberto Vannacci, presidente di Futuro Nazionale, attacca la Commissione europea sul costo dell’energia e sulle priorità economiche dell’Unione. Nel mirino mette le politiche ambientali e la flessibilità che, secondo la sua denuncia, viene concessa soltanto per l’energia verde e gli armamenti.
Il punto di partenza è il peso delle bollette e dei carburanti. Vannacci cita il gasolio a 2,25 euro al litro e denuncia prezzi elevati dell’elettricità, contrapponendo queste condizioni al dibattito sull’energia pulita. La sua accusa è che le scelte europee abbiano gravato sulle categorie produttive e sui cittadini senza raggiungere gli obiettivi ambientali rivendicati.
La critica alle politiche verdi e al rapporto con la Cina
Per sostenere la propria tesi, Vannacci richiama un andamento delle emissioni che attribuisce alla stessa Commissione: dal 1994, afferma, i gas serra a livello globale avrebbero continuato ad aumentare. È su questo richiamo che costruisce il giudizio di fallimento delle politiche europee. Nel suo intervento, tuttavia, non indica il documento citato né distingue l’andamento mondiale da quello delle emissioni nell’Unione.
Alla contestazione ambientale affianca quella industriale. Il presidente di Futuro Nazionale accusa l’Europa di essersi penalizzata in nome di un «ambientalismo ideologico» e di avere aperto le porte alla Cina, cedendo sovranità industriale. Nella sua lettura, il costo della transizione e la perdita di autonomia produttiva sono due aspetti della stessa scelta politica.
Gli armamenti e le priorità di spesa
Il passaggio sulle armi allarga l’attacco alle priorità economiche della Commissione. Vannacci le contesta di concedere «flessibilità economica solamente per energia verde e armi», aggiungendo, a proposito di queste ultime, «che non mi sembra siano tanto ecologiche».
La polemica riguarda dunque anche gli ambiti per i quali vengono ammessi margini economici, messi a confronto con le difficoltà denunciate per famiglie e lavoratori. Il bersaglio è la scelta politica di affiancare gli armamenti all’energia verde tra le priorità indicate.
La conclusione riassume il criterio che Vannacci vorrebbe porre al centro delle decisioni europee: disponibilità e convenienza dell’energia.
«L’unica energia di cui abbiamo bisogno, signor Commissario, è quella disponibile e conveniente», sostiene, presentandola come la richiesta dei cittadini che hanno eletto i loro rappresentanti.