«Per me una donna non è un forno». Roberto Vannacci affida a questa frase la sua opposizione alla gestazione per altri: una pratica che, nella sua lettura, espone le donne economicamente più fragili allo sfruttamento da parte di persone facoltose. Nelle risposte pubblicate sul suo profilo ufficiale TikTok, Vannacci affronta anche il tema della famiglia, che definisce come l’unione tra un uomo e una donna potenzialmente in grado di avere figli.
Il no alla gestazione per altri
Al centro del ragionamento di Vannacci c’è lo squilibrio economico tra chi porta avanti la gravidanza e chi ricorre alla gestazione per altri. Usando l’espressione «utero in affitto», sostiene che a prestarsi alla pratica non siano le donne ricche, ma quelle spinte dal bisogno, a fronte della disponibilità economica di persone privilegiate.
«L’utero in affitto porta alla schiavizzazione della donna», afferma. È su questa valutazione che costruisce il primo motivo del suo rifiuto: la donna verrebbe ridotta alla propria funzione riproduttiva, anziché essere tutelata nella sua dignità. Vannacci presenta dunque la sua contrarietà come una posizione in difesa delle donne più vulnerabili.
Il secondo argomento riguarda il bambino. «Stiamo avvallando il concetto che la vita umana si regala, si cede o si vende», dichiara, descrivendo la gestazione per altri come una forma di cessione o compravendita dell’essere umano. Sono giudizi con cui esprime un rifiuto netto della pratica, motivato sia attraverso la condizione della gestante sia attraverso la dignità di chi nasce.
La distinzione tra famiglia e unione
Sulla famiglia, il confronto parte da una domanda: se a definirla sia l’amore, non dovrebbero essere comprese anche le coppie dello stesso sesso? Vannacci respinge questa impostazione: «L’amore è condizione necessaria ma non sufficiente».
Nella sua definizione, il criterio decisivo è la possibilità di procreare. La famiglia, sostiene, è «un’unione tra un uomo e una donna che potenzialmente possono avere dei figli». Collega quindi la sua importanza alla capacità riproduttiva e alla continuità della specie umana.
Per le coppie omosessuali utilizza invece il termine «unione», precisando che questa ha «la stessa dignità della famiglia». La distinzione che rivendica riguarda dunque la definizione: riconosce pari dignità alle unioni tra persone dello stesso sesso, ma riserva la parola famiglia alla coppia composta da un uomo e una donna.