Futuro Nazionale indispensabile per la vittoria del centrodestra, ma distinto dai partiti di governo per la coerenza tra programmi e scelte politiche. È la posizione rivendicata da Roberto Vannacci, presidente del partito, che mette nel mirino Lega e Fratelli d’Italia sul terreno delle promesse elettorali e contesta il bilancio dell’esecutivo, a partire dai rapporti con l’Unione europea.
«Futuro nazionale è indispensabile a centrodestra per vincere», afferma Vannacci. Una dichiarazione con cui rivendica un ruolo determinante per la propria formazione negli equilibri della coalizione, pur mantenendo un giudizio critico sull’azione delle forze che la guidano.
Il peso elettorale rivendicato a Reggio Calabria
A sostegno della sua tesi, Vannacci richiama Reggio Calabria, che descrive come una roccaforte di Forza Italia, e attribuisce a Futuro Nazionale un consenso dell’11 per cento. Contesta quindi i toni con cui gli azzurri e l’alleanza di centrodestra hanno rivendicato la vittoria.
Il centrodestra e passato dal 62 per cento delle precedenti comunali al 51 per cento: una flessione di undici punti percentuali. Vannacci interpreta questa differenza come il segnale di uno spostamento di voti confluiti, a suo giudizio, almeno in parte nel suo partito.
Da questa lettura del dato locale trae una valutazione più ampia: «Futuro nazionale è l’unico partito che è costantemente in crescita». È la tesi con cui presenta la propria formazione come una forza capace di intercettare consensi nell’elettorato di destra.
La distanza da Lega e Fratelli d’Italia
Interpellato sulle ragioni per cui un elettore dovrebbe scegliere Futuro Nazionale anziché Lega o Fratelli d’Italia, Vannacci non esclude una vicinanza tra i rispettivi programmi. Sposta però il confronto dalla somiglianza delle proposte alla loro attuazione, criticando la gestione di quelli che definisce quattro anni di governo.
Il presidente del partito richiama «tantissime promesse fatte e non mantenute» e concentra l’attacco sull’Europa: secondo Vannacci, alla retorica di fermezza verso le istituzioni europee non sarebbero seguite scelte coerenti, mentre l’Italia si sarebbe piegata ai «diktat di Bruxelles».
La distinzione che propone riguarda dunque soprattutto la credibilità degli impegni. «Futuro Nazionale propone un programma chiaro, che si basa su dei principi non negoziabili e che non verranno negoziati», conclude, senza entrare nel dettaglio dei singoli punti programmatici.