La scuola deve restare aperta a tutti, ma la presenza degli alunni stranieri, sostiene Roberto Vannacci, inciderebbe negativamente sui livelli di istruzione. È la posizione espressa a Boccadasse, a Genova, durante il comizio seguito alla visita al Salone Nautico. Al centro del suo intervento anche il rifiuto di quella che definisce una strumentalizzazione politica e ideologica degli istituti scolastici.
«A scuola si dovrebbe insegnare altre cose, si dovrebbero istruire i ragazzi e non farli partecipare a ideologie o comunque a una politica che non li riguarda», ha dichiarato Vannacci. Un’impostazione con cui ha affrontato sia il tema degli studenti stranieri sia una domanda sulla rimozione di uno striscione.
Il richiamo all’indagine PISA
Per sostenere la propria tesi, Vannacci ha richiamato l’indagine dell’OCSE, attribuendo alla presenza degli stranieri un peggioramento dei risultati scolastici «nei tre quarti degli 80 paesi sottoposti all’indagine».
Vannacci ha quindi affiancato a questa valutazione la richiesta di mantenere l’accesso universale alla scuola. Occorre, ha detto, «sicuramente lasciare la scuola aperta a tutti», tutelando al tempo stesso i livelli di insegnamento e di istruzione destinati a tutti gli studenti che la frequentano.
La domanda sullo striscione
Interpellato sulla presunta rimozione di uno striscione da parte di poliziotti in borghese armati, Vannacci ha precisato di non conoscere l’episodio: «No, non l’ho seguita la questione, non so chi l’abbia tolto». Non ha quindi confermato le circostanze richiamate nella domanda, tornando invece a criticare l’utilizzo della scuola a fini ideologici.
A questo proposito ha citato un altro caso, rifer nodosi ai ragazzi che sarebbero stati sospesi e sottoposti a provvedimenti disciplinari per aver appeso uno striscione con la scritta «l’Italia agli italiani». Da qui la richiesta di criteri uniformi nel trattamento degli episodi: «Quindi, se dobbiamo usare lo stesso metro per tutti, usiamolo».
Firma: Guglielmo Bonanno