La socializzazione è fondamentale, ma non può sostituire un’assistenza qualificata e un sostegno costruito sulle esigenze della persona. È il punto su cui insiste Roberto Vannacci ai microfoni di Podcast Italia, tornando sulla propria posizione in materia di disabilità e scuola e sulle interpretazioni circolate sui social.
Vannacci presenta la sua proposta non come una richiesta di emarginazione, ma come la necessità di affiancare alla dimensione sociale interventi specialistici. Nel suo ragionamento, la presenza insieme agli altri alunni non è, da sola, una risposta sufficiente per tutte le condizioni di disabilità: occorre considerare anche il sostegno concretamente disponibile durante il percorso scolastico.
«Ci sono delle disabilità che, oltre all’aspetto della socializzazione, che è importantissimo, hanno però la necessità di un supporto dedicato sia in termini di infrastrutture che in termini di professionalità e di personale che si occupa di queste persone», afferma.
Il nodo, dunque, riguarda sia gli spazi sia le competenze di chi segue gli alunni. Vannacci richiama in particolare le disabilità che coinvolgono le capacità cognitive o psicocognitive, per le quali ritiene necessario un supporto specifico e dedicato. La sua obiezione è rivolta all’idea che la sola condivisione dell’intero ciclo scolastico con gli altri bambini possa garantire l’aiuto di cui ciascuno ha bisogno.
«Non è la socializzazione la panacea di tutti i mali», sostiene. Una frase con cui ribadisce la distinzione tra il valore delle relazioni, che riconosce esplicitamente, e la necessità di un’assistenza specializzata.
A sostegno della propria posizione, Vannacci cita Genova, dove, afferma, esisterebbero già soluzioni coerenti con l’impostazione descritta e previste dalla normativa scolastica. Nel passaggio non specifica però quali siano le strutture o le disposizioni a cui fa riferimento.
Richiama inoltre il consenso ricevuto da famiglie con figli con disabilità, che a suo dire condividono questa lettura dei bisogni educativi e assistenziali. È su tali bisogni che concentra il messaggio: aiutare gli alunni non soltanto attraverso le occasioni di socializzazione, ma anche assicurando risorse, professionalità e interventi adeguati alle loro necessità.