Distruggere l’attuale modello di società per costruirne uno nuovo, fondato su principi diversi. È il progetto che Roberto Vannacci attribuisce a gruppi di pressione interni alla cultura occidentale. Nella sua lettura, dietro manifestazioni e scelte di sostegno alle rivendicazioni sui diritti si troverebbe un obiettivo comune: colpire il sistema di valori dell’Occidente.
«Il fine secondo me è destrutturare la società», afferma Vannacci. Il suo ragionamento parte dalla convinzione che esista un gruppo di pressione senza il quale, sostiene, molti comportamenti non sarebbero spiegabili. Come esempio pone una domanda: «Perché la Disney finanzia il gay pride?». Il riferimento al sostegno dell’azienda diventa così il punto di partenza della sua interpretazione politica, senza che vengano forniti dettagli su iniziative o finanziamenti specifici.
Il richiamo alla lotta contro il capitalismo
Vannacci collega queste dinamiche a una continuità ideologica con il marxismo. «Tutte queste manifestazioni vanno verso un obiettivo unico che è quello che una volta era chiamato la lotta contro il capitalismo. Oggi è chiamata la lotta contro l’Occidente», sostiene.
Il bersaglio, nella sua ricostruzione, si sarebbe dunque allargato: non più soltanto il modello economico capitalistico, ma l’intero sistema occidentale. A promuovere questa trasformazione sarebbe una frangia nata all’interno della stessa cultura che vorrebbe superare. Vannacci le attribuisce la volontà di abbattere l’ordine esistente per sostituirlo con un mondo basato su nuovi principi.
È in questo passaggio che individua il legame con il progetto marxista, del quale dà un giudizio nettamente negativo: «Ha fallito in tutto il mondo e oggi ce lo stanno riproponendo in salse diverse, ma con lo stesso medesimo fine».
La denuncia dei poteri forti resta tuttavia sul piano di una tesi politica generale. Vannacci non identifica il gruppo di pressione evocato né documenta un coordinamento tra le manifestazioni richiamate. Il nucleo delle sue dichiarazioni è l’idea che battaglie apparentemente diverse siano espressione di un unico disegno di trasformazione della società.