Per Roberto Vannacci, l’Europa sta investendo sulla minaccia sbagliata: si prepara a difendersi dalla Russia, mentre non protegge adeguatamente le proprie frontiere dall’immigrazione irregolare. È l’accusa lanciata dal suo profilo TikTok, in un intervento che prende le mosse da Ceuta, territorio spagnolo sulla costa nordafricana, per contestare le priorità politiche e finanziarie dell’Unione europea.
«Dovevano invaderci i russi e invece ci hanno invaso i marocchini», afferma Vannacci. Una contrapposizione esplicita, con cui presenta gli ingressi irregolari come il pericolo da affrontare prima della minaccia militare russa.
La polemica sulle risorse europee
Al centro dell’intervento c’è il confronto tra gli stanziamenti per la difesa e il sostegno alle barriere fisiche lungo i confini esterni. Vannacci parla di un indebitamento da 800 miliardi di euro «per difenderci dal Cremlino» e accusa la stessa Europa di rifiutarsi di finanziare gli ostacoli destinati a impedire gli attraversamenti irregolari.
Il suo ragionamento è soprattutto politico: la sicurezza delle frontiere, sostiene, non riceverebbe un’attenzione proporzionata a quella riservata alla difesa militare. La cifra degli 800 miliardi viene richiamata senza distinguere, nell’intervento, tra strumenti finanziari, disponibilità di spesa e debito effettivamente assunto.
Ceuta e l’attacco a Sánchez
Vannacci sostiene che a Ceuta siano entrate illegalmente più di 70.000 persone in due giorni e che circa 10.000 siano ancora presenti sul territorio. Afferma inoltre che la polizia spagnola abbia stimato un aumento della criminalità di otto volte e che la procura indaghi su decine di aggressioni sessuali. Si tratta di dati e accuse riportati da Vannacci: nell’intervento non vengono indicati documenti o riferimenti temporali che consentano di verificarli.
La critica investe anche Pedro Sánchez, accusato di avere prima favorito la situazione attraverso quelle che Vannacci definisce «regolarizzazioni di massa» e poi disposto allontanamenti coatti di decine di migliaia di persone. Vannacci interpreta questi presunti provvedimenti come un’applicazione della «remigrazione» e sostiene che abbiano ricevuto l’approvazione della sinistra progressista. «E questo a noi fa molto piacere», aggiunge.
«Una deliberata scelta politica»
La conclusione sposta il discorso da Ceuta alla gestione europea dell’immigrazione. Vannacci rifiuta la definizione di emergenza per un fenomeno che, osserva, attraversa da decenni governi e legislature: «Non è un’emergenza, ma è una deliberata scelta politica».
È su questo punto che concentra la richiesta di un cambio di rotta. L’immigrazione irregolare viene indicata come «la vera minaccia per l’Unione Europea»: una posizione con cui Vannacci rivendica la centralità del controllo dei confini e contesta l’ordine delle priorità adottato dalle istituzioni europee.